Trekking Laugavegur Islanda

Il Laugavegur Trail

L’Islanda è un regno primordiale, sospeso tra fuoco e ghiaccio, dove la natura si mostra in tutta la sua forza selvaggia: paesaggi multicolorati, vapori geotermici, deserti neri e cascate infinite. Il Laugavegur, definito da National Geographic “uno dei 20 trekking più belli al mondo”, ti permette di attraversare questa terra come in un sogno che diventa realtà  .

Il sentiero parte da Landmannalaugar, terra di montagne di riolite dai colori impossibili e sorgenti calde fumanti, e si conclude nella verde e sorprendente valle glaciale di Þórsmörk, passando per ambienti mutanti e surreali  .

Il Laugavegur è il trekking più popolare d’Islanda: ogni anno lo percorrono tra i 75.000 e i 100.000 escursionisti, e da meta giugno a metà settembre i rifugi lungo il percorso sono sempre pieni.

Oltre a offrire paesaggi fuori dal tempo, si tratta di un trekking alla portata di escursionisti con una buona preparazione fisica: il percorso è ben segnalato, non presenta passaggi alpinistici, ma necessita di rispetto verso le condizioni meteorologiche imprevedibili dei cieli islandesi – pioggia, vento, nebbia e nevicate sono solo dietro l’angolo.

Di seguito trovi una guida completa, basata sulla mia esperienza (programmazione, tappe, attrezzatura e pasti), ideale per chi vuole prepararsi al meglio a questa avventura epica.

Fin dal primo giorno a Landmannalaugar, tra montagne dai colori irreali e vapori che salivano dal terreno, ho capito che non sarebbe stato un semplice trekking: era come camminare in un paesaggio alieno, mutevole a ogni passo.

Ogni tappa aveva un’anima propria: dalle distese di neve e i vapori sulfurei che avvolgevano l’inizio del cammino, al contrasto improvviso con i deserti neri e i fiumi gelidi da guadare a piedi nudi, fino alla sorpresa della valle di Þórsmörk, un’oasi verde che sembrava un miraggio dopo giorni immersi in lava e cenere.

Il culmine è stato attraversare il Fimmvörðuháls, il passo tra due ghiacciai immensi, Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull: da una parte il bianco eterno del ghiaccio, dall’altra i due crateri Magni e Móði nati dall’eruzione del 2010. E poi la discesa verso Skógar, con oltre venti cascate una dopo l’altra, fino alla grandiosa Skógafoss, dove abbiamo montato la tenda proprio sotto il fragore dell’acqua. (il campeggio di Skogar è una vera merda).

Camminare qui significa accettare il vento che ti spinge di lato, la pioggia che arriva improvvisa, il sole che sbuca a illuminare per pochi minuti i paesaggi, rendendoli quasi irreali. È un percorso che ti stanca, ma allo stesso tempo ti rigenera. Ti senti parte di un ambiente che non puoi dominare, ma solo rispettare.

Le tappe del mio Laugavegur + Fimmvörðuháls

Landmannalaugar ➝ Álftavatn

  • Distanza: 24 km
  • Dislivello: +1155 m

La partenza da Landmannalaugar è un colpo d’occhio incredibile: montagne di riolite che cambiano colore con la luce, fumarole che sbuffano dal terreno e i primi nevai da attraversare. È una tappa lunga e fisicamente impegnativa, ma ricca di panorami spettacolari. L’arrivo al lago Álftavatn, circondato da paesaggi silenziosi e maestosi, regala un primo vero senso di isolamento islandese.

Álftavatn ➝ Emstrur

  • Distanza: 16 km
  • Dislivello: +327 m

Questa giornata è più breve. Si entra nel cuore dei deserti di sabbia nera, interrotti solo dai fiumi glaciali da guadare a piedi nudi. L’acqua gelida taglia le gambe, ma attraversarli è parte integrante dell’avventura. Lo scenario è quasi lunare, con distese scure e vuote che sembrano non finire mai.

Emstrur ➝ Þórsmörk

  • Distanza: 17 km
  • Dislivello: +523 m

Il paesaggio cambia ancora: canyon profondi, gole impressionanti e viste che spaziano fino ai ghiacciai. L’ultima parte di giornata conduce alla valle di Þórsmörk, una vera oasi verde incastonata tra ghiacci e vulcani. Dopo giorni di nero e grigio, il verde dei muschi e degli alberelli sembra quasi irreale.

Qui finisce il Laugavegur ma noi proseguiamo verso Skogar sul cammino del Fimmvörðuháls.

Þórsmörk ➝ Skógar (via Fimmvörðuháls)

  • Distanza: 25 km
  • Dislivello: +1355 m

È la tappa più impegnativa ma anche la più spettacolare. Si sale al passo Fimmvörðuháls, stretto tra i ghiacciai Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull. Qui si incontrano i crateri Magni e Móði, nati dall’eruzione del 2010: il terreno è ancora segnato dal fuoco. La lunga discesa verso Skógar è un crescendo di emozioni, con oltre 20 cascate che accompagnano il cammino fino alla grandiosa Skógafoss, dove l’acqua si tuffa per 60 metri in un boato che sembra senza fine.

GiornoTappaDistanzaDislivello +Tempo stimatoTraccia
2Trasferimento a Landmannalaugar + acclimatamento~6 km+474 m~2 hTraccia
3Landmannalaugar ➝ Álftavatn24 km+1155 m~7 hTraccia
4Álftavatn ➝ Emstrur17 km+327 m~4 hTraccia
5Emstrur ➝ Þórsmörk16 km+523 m~4 hTraccia
6Þórsmörk ➝ Skógar (via Fimmvörðuháls)25 km+1355 m~7 hTraccia
7Skógar ➝ Reykjavík (trasferimento)
8Rientro in Italia
Totale trekking88 km+3834 m~24 h

🛖 Rifugi & campeggi lungo il percorso

Landmannalaugar

  • Grande rifugio + area campeggio
  • Hot spring naturali accanto
  • Ottimo punto di partenza/acclimatamento

Hrafntinnusker

  • Rifugio isolato a quota alta (1128 m)
  • Niente elettricità né acqua corrente → neve fusa
  • Clima più duro, vento e nebbia frequenti

Álftavatn

  • Rifugio + campeggio sulle rive di un lago
  • Panorama spettacolare
  • Possibilità di comprare pasti semplici in alta stagione

Hvanngil

  • Piccolo rifugio + campeggio vicino ad Álftavatn
  • Alternativa utile se vuoi spezzare ulteriormente

Emstrur (Botnar)

  • Rifugio in zona desertica
  • Campeggio accanto, terreno sabbioso
  • Punto tappa classico prima di Þórsmörk

Þórsmörk

  • Diversi rifugi + campeggio in una valle verde
  • Area più accogliente (alberi, prato)
  • Puoi terminare qui il Laugavegur o proseguire per Skógar

Fimmvörðuháls

  • Piccolo rifugio in quota, fra due ghiacciai
  • Condizioni dure: vento e freddo anche in estate
  • Spazio limitato: prenotare con largo anticipo

Skógar

  • Campeggio ai piedi della cascata Skógafoss
  • Ristoranti e guesthouse nelle vicinanze
  • Punto finale perfetto del trekking
ℹ️ Tutti i rifugi lungo il percorso sono gestiti da Ferðafélag Íslands (FI). Prenotazioni obbligatorie mesi prima → fi.is/en/mountain-huts. Campeggio disponibile accanto a ciascun rifugio (non serve prenotazione, ma può essere affollato in alta stagione).

📍 Distanze tra i rifugi

Landmannalaugar
12 km
Hrafntinnusker
12 km
Álftavatn
4 km
Hvanngil
12 km
Emstrur
15 km
Þórsmörk
10 km
Fimmvörðuháls
15 km
Skógar
Landmannalaugar→ Hrafntinnusker: 12 km
Hrafntinnusker→ Álftavatn: 12 km
Álftavatn→ Hvanngil: 4 km
Hvanngil→ Emstrur: 12 km
Emstrur→ Þórsmörk: 15 km
Þórsmörk→ Fimmvörðuháls: 10 km
Fimmvörðuháls→ Skógar: 15 km
Skógar
Totale: ~80 km · Dislivello +3834 m

La mia attrezzatura per il cammino

Per affrontare il Laugavegur con l’estensione al Fimmvörðuháls ho scelto un setup ultralight, cercando di mantenere lo zaino leggero senza rinunciare alla sicurezza. Il meteo in Islanda cambia in pochi minuti e non puoi permetterti di farti sorprendere, quindi ogni pezzo dell’attrezzatura è stato pensato per essere allo stesso tempo leggero, compatto e affidabile.

Big Three (zaino, tenda, sistema notte)

Ho viaggiato con uno zaino ultralight da 50L, essenziale e senza fronzoli, che mi ha permesso di stare intorno ai 8 kg di base weight.

La tenda MSR Hubba Hubba è stata una scelta obbligata: profilo basso e ottima tenuta al vento, fondamentale in Islanda. Per dormire ho portato un quilt con comfort 0 °C più l’inserto Sea to Summit e un materassino R-Value 1,5.

Il materassino è indubbiamente leggero e per ovviare a questo mettevo una coperta termica ogni sera tra la tenda e il materassino.

Qui sotto potete vedere tutta la mia atrezzatura con i relativi pesi. Manca il peso della bombola perchè è stata acquistata in Islanda.

Il mio cibo per il cammino

anche per il cibo ho scelto la stessa filosofia che ho usato per l’attrezzatura: cibi leggeri ma nutrienti, con un occhio al peso nello zaino e alla praticità.

Durante il giorno ho preferito pasti che non richiedessero cottura, così da poter mangiare anche sotto la pioggia o durante una breve pausa senza dover montare il fornello. Tonno in busta, babybel, Snickers e le immancabili Goleador, sono stati la base della mia alimentazione “on the go”.

I pasti da cucinare li ho riservati alla sera in tenda o nei rifugi, quando potevo ripararmi e prendermi il tempo di far bollire l’acqua. In questo modo ho ottimizzato il consumo di gas e ho mantenuto la routine semplice e funzionale anche nelle giornate di meteo difficile. (che non ci sono state per fortuna).

In particolare ho dovuto affrontare
Colazioni → 5
Pranzi → 4
Cene → 5

CategoriaQuantitàDettagli
Colazioni510 mini-Nutella (2 al giorno) + pane locale + 2 tubetti di burro di arachidi
Pranzi46 buste di tonno (2 per 3 pranzi) + 1 pranzo Babybel + carne secca
Cene55 buste liofilizzate (riso/pasta, 1 per sera)
Varie6 Snickers · 20 Goleador · 2 barrette proteiche
Totale cibo portato10 mini-Nutella · 2 tubetti burro di arachidi · 6 buste tonno · 1 Babybel + carne secca · 5 buste liofilizzate · 6 Snickers · 20 Goleador · 2 barrette proteiche
AlimentoQuantitàPeso totale
Nutella mini10 × 15 g150 g
Burro di arachidi pocket2 × 100 g200 g
Tonno in busta (Rio Mare)6 × 80 g480 g
Babybel5 × 20 g100 g
Carne secca1 × 50 g50 g
Buste liofilizzate5 × 170 g850 g
Snickers6 × 50 g300 g
Goleador20 × 30 g600 g
Barrette proteiche2 × 60 g120 g
Totale cibo portato2.850 g (≈ 2,85 kg)

Logistica e trasporti: come arrivare e come tornare

Il Laugavegur non è un cammino “circolare”: parte da Landmannalaugar e termina a Þórsmörk (se fai solo il classico), oppure a Skógar se aggiungi l’estensione del Fimmvörðuháls. Questo significa che dovrai pianificare bene come arrivare all’inizio e soprattutto come tornare una volta finito.

🧭 Andata → Landmannalaugar

  • Autobus da Reykjavík (strade F, veicoli speciali) – soluzione più semplice in estate.
  • Durata: ~4–5 ore. Prenota in alta stagione (luglio–agosto).
  • Compagnia consigliata: Reykjavik Excursions – Highland Bus (partenze dal terminal BSÍ).

🏕️ Rientro da Þórsmörk

  • Bus diretti per Reykjavík in ~4–5 ore (spesso via Hvolsvöllur).
  • Prenota su Highland Bus.

🌊 Rientro da Skógar

  • Partenza unica al mattino (~10:15) con Highland Bus.
  • Arrivo a Hvolsvöllur ~11:15 → attesa di ~6 ore → ripartenza ~17:40 → Reykjavík ~19:30.
⚠️ Attenzione: rischi di buttare 6 ore fermi al distributore N1 di Hvolsvöllur.

🚌 Alternativa: Strætó 51 (bus pubblico)

  • Percorso: Vík → Skógar → Hvolsvöllur → Reykjavík (Ring Road).
  • Vantaggi: più economico e senza attese infinite.
  • Svantaggi: orari meno frequenti; controlla sempre gli aggiornamenti.
  • Info ufficiali: straeto.is (app Strætó consigliata; pagamenti contactless).
💡 Consiglio: controlla gli orari il giorno prima e prevedi un piano B (autostop o pernottamento a Skógar) in caso di cancellazioni/meteo.

🌦️ Meteo sul Laugavegur e Fimmvörðuháls

Il meteo islandese è l’elemento più imprevedibile di tutto il trekking.
In una sola giornata puoi passare da sole pieno a pioggia battente, poi nebbia fitta e infine vento gelido. Questo rende il cammino affascinante, ma richiede anche preparazione mentale e materiale.

🌡️ Temperature

  • Giorno: ~5–12 °C (anche meno con vento).
  • Notte: 0–7 °C; in quota può gelare anche ad agosto.
  • Wind chill: il vento abbassa molto il percepito → strati sempre pronti.
Porta guscio serio e isolante leggero: mettili nello scomparto più accessibile.

🌫️ Nebbia & visibilità

  • Nebbia e foschia possono arrivare in pochi minuti.
  • Tratti lavici/desertici senza punti di riferimento: facile disorientarsi.
  • Sul Fimmvörðuháls il meteo cambia rapidamente: prudenza sui crinali.
Avere la traccia GPX offline (più batteria/powerbank) non è opzionale.

🔦 Luce

  • Luglio: luce lunghissima (quasi h24) → gestione tappe flessibile.
  • Fine agosto–settembre: giornate più corte → frontale sempre in cima allo zaino.
  • Con meteo chiuso serve visibilità artificiale anche di giorno (nebbia/pioggia).
💡 Frontale affidabile + batterie di scorta; evita di arrivare ai guadi al crepuscolo.

Sicurezza & navigazione

Sul Laugavegur il meteo cambia in minuti, i guadi crescono e la nebbia “mangia” i riferimenti. La sicurezza è pianificazione + ridondanza.

Cosa faccio io

  • Tracce GPX offline su 2 app (outdooractive e mapy.com) + backup sul garmin fenix.
  • Dispositivo satellitare (inReach mini) con contatti SOS e messaggi preimpostati.
  • Piano meteo: controllo la finestra 48–72 h; se peggiora, anticipo o spezzo.
  • Guadi: valuto corrente/larghezza; scarpe da guado (crocs cinesi) + bastoncini sempre.
  • Ridondanza energia: powerbank 20.000 mAh + cavo extra + modalità aereo.

Ambiente & Leave No Trace

Il Laugavegur attraversa ambienti estremi e delicati: muschi che crescono di pochi millimetri all’anno, sabbia vulcanica che si erode con il vento, zone geotermiche che possono diventare pericolose se calpestate fuori sentiero.
Ogni passo fuori traccia lascia un segno che può durare per decenni.
Per questo in Islanda il Leave No Trace non è un consiglio, ma una regola da rispettare.

  • No wild camping: la tenda si monta solo nei campeggi ufficiali accanto ai rifugi.
  • Usa le strutture esistenti: servizi igienici, aree cucina, zone campeggio → mai improvvisare.
  • Porta via i rifiuti: non ci sono cestini, ogni scarto va portato fino al primo rifugio utile.
  • Sacco rifiuti dedicato: tienilo nello zaino, non pesa nulla.
  • Non calpestare il muschio: sembra soffice ma si distrugge in pochi secondi, ricresce in decenni.
  • Niente fuochi liberi: terreno vulcanico e muschio prendono fuoco facilmente. Solo fornello a gas.
  • Rispetta il silenzio: niente casse bluetooth, i droni spesso sono vietati nei rifugi.
  • Acqua: potabile da quasi tutti i torrenti (escluso vicino alle aree geotermiche) → non inquinare.

L'Islanda con Valmatrek

Il trekking che ho fatto è stato organizzato da Valmatrek, realtà con cui collaboro spesso e che si occupa di viaggi a piedi e avventure outdoor.

Quella a cui ho partecipato è stata la prima edizione del Laugavegur, una vera e propria prova generale: abbiamo testato logistica, tempi, materiali e percorso.

L’esperienza è stata talmente positiva che da quest’anno il Laugavegur entrerà stabilmente nel calendario Valmatrek: un appuntamento fisso che si ripeterà ogni estate, per permettere a chi ama la natura e il trekking di vivere uno dei percorsi più iconici al mondo senza preoccuparsi troppo dell’organizzazione.

Camminare insieme ha reso l’esperienza ancora più intensa: condividere i guadi, il vento, i silenzi e le serate in tenda o in rifugio ha trasformato il trekking in un’avventura collettiva che resta dentro.

Se stai pensando di fare il Laugavegur, il mio consiglio è semplice: fallo con chi conosce già la strada. Con Valmatrek troverai non solo supporto logistico, ma anche un gruppo con cui condividere la bellezza di questo cammino.

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